Knowledge management: asset
strategico
A. Sisti
Ho
sempre considerato il knowledge management un asset strategico per la
creazione di valore e per una piu’ efficiente gestione aziendale. Nato
professionalmente in una società di consulenza multinazionale, dove la
raccolta, l’organizzazione, la distribuzione di informazioni e dati, e la
loro successiva elaborazione era punto di partenza per l’approccio con il
cliente, per la realizzazione dei lavori, per l’identificazione di
soluzioni, mi sono specializzato nell’utilizzo di tecnologie web come
canale di business e di comunicazione.
L’imprinting professionale e la vicinanza alla nuove tecnologie hanno
facilitato la mia readiness culturale al knowledge management, riscontrata
in molti altri professionisti del mio settore, con cui ho lavorato e con
cui attualmente lavoro.
Allo stesso tempo, credo però che questa mia esperienza e questo
riconoscimento della strategicità del knowledge management, come leva per
la creazione del valore, non sia rappresentativa della realtà italiana,
soprattutto nella media e piccola impresa.
Le
ragioni di questo ritardo risiedono in due motivazioni principali, che si
influenzano reciprocamente.
C’è infatti un primo nodo di ordine strutturale / organizzativo. Lo
scambio e la raccolta di dati ed informazioni costituiscono elementi
imprescindibili di ogni processo di business, che attraversano
trasversalmente le singole funzioni aziendali. Le aziende ragionano ancora
in termini di funzioni, con ostacoli all’ accesso e alla condivisione
della conoscenza e con una prospettiva limitata nelle modalità di raccolta
ed elaborazione dell’informazione – nei casi poi in cui questa raccolta
sia stata sistematizzata –
La
gestione e condivisione della conoscenza impone inoltre una trasparenza
dei flussi di informazione all’interno e all’esterno dell’azienda – è
un’eufemismo dire che l’azienda sia un sistema trasparente! – e la
definizione delle modalità con cui la stessa viene fruita da tutti gli
stakeolders (clienti, fornitori,etc) che nell’ottica di azienda “estesa” e
virtuale entrano nel processo di creazione del valore.
Il
secondo nodo è invece di ordine tecnologico. Il processo di unificazione
di sistemi diversi – funzionali es: sistema informativo di marketing,
magazzino, contabilità – è complicato e costoso, e presuppone l’esistenza
di tecnologie diffuse e a buon mercato.
Inoltre, l’implementazione corretta di un sistema di knowledge
management, presuppone quella readiness strategica e organizzativa che
consenta di abbattere gli approcci limitatamente funzionali, che portano
alla proliferazione dei sistemi informativi e alla non condivisione delle
conoscenza.
Il
nodo organizzativo e quello tecnologico sono quindi legati e pongono
resistenza alla realizzazione di compiuti sistemi di Knowledge
Management.
In
questa prospettiva, è necessario una interazione tra disciplina
organizzativa e ICT, per avviare concretamente processi di gestione della
conoscenza che consentano all’impresa di stare sul mercato, costruendo un
solido vantaggio competitivo., soprattutto quando la pressione sui costi
di produzione è serrata.
Ritengo che per una compiuta implementazione di un sistema di knowledge
management all’interno di un azienda, sia necessario agire su due fronti.
che poi corrispondono alle problematiche che ostacolano la diffusione dei
sistemi di KM..
Da
un punto di vista organizzativo/culturale, La conoscenza aziendale deve
essere alimentata da processi quindi da condividere, non esclusiva e
sinonimo di potere. Il management deve quindi favorire questi processi di
partecipazione e condivisione, riconoscendo il valore strategico della
gestione conoscenza, che rappresenta un asset e non un semplice ,
attraverso investimenti adeguati con la creazione di strutture dedicate
per la gestione della conoscenza .
L’altro livello di intervento è come detto sul piano tecnologico. ICT,
attraverso piattaforme web e digitalizzazione dell’informazione consente
concretamente l’archiviazione e la gestione complessiva del patrimonio di
conoscenza dell’azienda.di interazione, motivazione, partecipazione delle
risorse umane all’azienda. Conoscenza