Premessa ed aspetti generali: Psicologia e tecnologie di gestione della conoscenza via-computer
Il rapporto tra la Psicologia e la via-computer alla gestione della conoscenza è certamente complesso, variegato ed ancora oggi non risolto. Infatti, da una parte la Psicologia è stata in prima fila fin dalla nascita del computer, gli anni 50-60, nel gestire la relazione con lemergente tecnologia della conoscenza, allora si chiamava informatica o Computer science.
La potenza computazionale
messa a disposizione dalle "nuove macchine" trovava
un fertile campo di applicazioni nell'ambito della psicometria
e dell'assessment psicologico, si
veda ad esempio, la
esplosione delle analisi dati di tipo fattoriale e correlazionale;
le applicazioni di computer assisted diagnosis (CAD),
di computer assisted instruction (CAI), di test
tajloring, le simulazioni a computer di giochi interattivi
per la ricerca più o meno in real time ed in 3D
real virtuality, ecc. Sono questi aspetti che contribuirono
anche alla nascita di un originale approccio computazionale
che portò al cognitivismo, come importante corrente psicologica
moderna ed alle sue successive evoluzioni, allo sviluppo di
interessanti contributi alla nascente Intelligenza artificiale,
alla definizione di nuove applicazioni nella ricerca.
Dallaltra parte, proprio la potenza computazionale messa
a disposizione dalle macchine provocò forti reazioni
e polemiche sulla sua stessa applicabilità in psicologia.
Una
polemica molto vivace anche In Italia, quando, fin dagli anni
'50 iniziavano ad arrivare le notizie sulla cibernetica, la
teoria dei giochi, la teoria dell'informazione, i modelli decisionali
della ricerca operativa.
Un piccolo gruppi di pionieri Vittorio Semenzi, Giuseppe Vaccarino,
Silvio Ceccato fondavano la Scuola Operativa Italiana ed affrontavano
il tema del rapporto con le macchine e le nuove tecnologie cognitive.
Una
bibliografia
essenziale di allora potrebbe essere: La filosofia degli automi"-1962
V.Somenzi, R. Cordeschi, La fisica della mente (1969) Somenzi,
La meccanizzazione dei processi di pensiero e di linguaggio;
Milano 1965, S. Ceccato, Un tecnico fra i filosofi; vol. 1,
pkj; vol. 2, 1966 Padova, S. Ceccato., , La mente vista da un
cibernetico; Roma 1972, S. Ceccato.
.
Furono
loro i nuovi cultori italiani di una filosofia della scienza
con un approccio decisamente antimetafisico che introduceva
il discorso sulle basi neurofisiologiche della psicologia e
del pensiero e sull'utilizzo delle macchine, con un approccio
dissonante rispetto alla tradizione.
Tuttavia in Italia, gli psicologi di fronte alla possibilità
di affrontare il tema della gestione delle conoscenza con le
nuove tecnologie cognitive che allora si affacciavano, forse
spaventati da un approccio "naturalistico-materialista"
differente rispetto modello dominante dell'idealismo crociano-gentiliano
e dalle scuole fenomenologiche ed esistenzialiste, si ritrassero
confinando questi aspetti in ambiti ristretti per specialisti.
.
Così,
la maggioranza degli psicologi, non impegnati nella ricerca,
si è sostanzialmente chiamata fuori dallimpatto
e dalle innovazioni tecnologiche relegandole nellartificiale,
nel virtuale, ponendo invece al centro dellinteresse
e della strumentazione il momento naturale dellincontro
e della relazionalità faccia a faccia (face to face)
scevra da ogni artefatto tecnologico. Il modello dominante della
interazione con lutente/soggetto è quello del clinico
delle sedute terapeutiche e del formatore nel momento daula,
dove dominano le pratiche della parola, dei silenzi, degli sguardi,
del comportamento non verbale, delle sensazioni, delle emozioni,
delle intuizioni, ecc., piuttosto che il calcolo e la relazione
via-computer.
Ad oggi limpatto I&CT è stato sostanzialmente
confinato nellambito degli specialisti e della ricerca
e la potenza computazionale della via-computer, quando
accettata per aumentare la potenza dei modelli teorici/diagnostici/decisionali,
è stata poi sostanzialmente relegata nel back
office delle attività dello psicologo, mentre
il front office della relazionalità
con lutente ha continuato ad essere gestito con tecnologia
classica (paper&pencil&face to face).
Negli anni 50-60 gli psicologi persero l'occasione di gestire
le nuove tecnologie della conoscenza e non si resero conto di
trovarsi di fronte a macchine differenti, macchine cognitive
o meglio ancora "meta-macchine" capaci di simulare
svariati ambiti, ambienti e tra questi in modo particolarmente
efficace i processi di gestione della conoscenza a livello individuale,
di gruppo, organizzativo e sociale. Un tema che oggi si ripropone
alla ribalta e che rischia di trovare ancora la Psicologia impreparata
a gestire una emergenza computer diversa rispetto agli anni
'70 ma anche più importante di allora. Infatti
la diffusione di massa e la naturalizzazione delle tecnologie
informatiche pongono necessità gestionali nei processi
che vanno oltre gli specialisti per coinvolgere a 360° il
grande pubblico e per modificare poi la stessa relazione consulenziale
tra esperti/utenti.
Gli psicologi non possono più chiamarsi fuori da processi
ad alto tasso di I&CT che stanno costruendo la "Società
della conoscenza" verso la quale ci stiamo indirizzando.
.
Oltre lo splendido isolamento degli psicologi
rispetto alle tecnologie,esse riguardavano gli altri, i loro
problemi, le patologie degli altri e la psicologia era "technological
free" .solo paper & pencil & face to face......!!
si veda Il caso Ordine degli psicologi e norme per la terapia
online.....
.
Oggi
è possibile tracciare una evoluzione e prevedere l'impatto
della via-computer negli scenari che si prospettano. Infatti,
la potenza computazionale degli inizi, unita alla capacità
di gestione delle informazioni (IT), alla capacità di
gestire comunicazione I&CT costruisce oggi una vera e propria
tecnologia di gestione della conoscenza di supporto ai processi
individuali, di gruppo, organizzativi della cosiddetta Società
della Conoscenza che si prospetta.
.
Nel
grafico che segue si cerca di costruire una immagine che ci
servirà per continuare questa stessa intervista.
Una
evoluzione che oggi, attraverso la sempre maggiore diffusione
e naturalizzazione degli "strumenti informatici"
(Knowledge management technology), vede
la tecnologia trasformarsi in un vero e proprio "ambiente
di sviluppo" capace: di in-formare i processi di
costruzione dell'identità personale, di gruppo, organizzativa
e sociale e di modificare i processi dell'interazione personale/organizzativa/sociale.
Siamo in presenza di processi di riorganizzazione dello stesso
modo di "essere nel mondo", un mondo non più
segmentabile in "reale/virtuale" perchè semplicemente
più complesso e che ci abbliga a riflettere sulle categorie
interpretative consolidatesi nel passato.
Per
ulteriori approfondomenti si vedano "I contributi dell'autore"......
"" Prima domanda: Un po' di storia, ovvero analisi evolutiva dei processi e delle dinamiche di adattamento e di coevoluzione messe in atto all'interno dell'area disciplinare per far fronte all'impatto delle nuove tecnologie di gestione della conoscenza (KMT);
Testimonianza personale: Dagli anni '70
anni '74 -'78
Prima fase: IBM 1130
anni '80-'90
Seconda fase: Mac Plus
dal '95 in avanti
Internet
Tre fasi intervallate da approfondimenti, abbandoni, riprese, tutte determinate dalla stessa evoluzione tecnologica.
Il
mio impatto con la Psicologia è iniziato proprio negli anni
'70 con interessi psicometrici legati alla misurazione/diagnosi (psychological
assessment) ed ai relativi processi di presa di decisione
individuale, di gruppo, organizzativa ed anche sociale.
Lo pshycological assessment è storicamente, fin
dai primi studi di Galton (1896), l'ambito maggiormente influenzato
dall'impatto delle potenzialità computazionali messe a disposizione
dalle nuove macchine. Mi è così capitato di osservare
e vivere una evoluzione importante promossa dall'impatto della via-computer
alla gestione della conoscenza.
Si è passati infatti dalla tecnologia paper&pencil
(carta e matita) dei primi e classici test psicologici
ad applicazioni sempre più tecnologicamente evolute. Infatti
alla tecnologia classica, che mi piace chiamare paper & pencil
& face to face - per introdurre anche la dimensione dell'interazione
diretta (face to face)- , si è progressivamente affiancata la via-computer attraverso: le
prime applicazioni statistiche di analisi sui dati (analisi
fattoriale e correlazionale), il test tajloring (ambienti
di somministrazione dinamica e controllata di test somministrati a
computer), i modelli di computer assisted testing (CAT),
di computer assisted diagnosis (CAD) ed anche i più recenti ambienti di assessment che possono utilizzare simulazioni
via-computer, 3D Real Virtuality technologies, ambienti
Internet condivisi, ecc.
Tutto ciò ha aumentato e complessificato gli spazi di azione
organizzativa a disposizione degli psicometristi e dei decisori che
utilizzavano modelli di psychological assessment.
In
questo panorama un articolo che fece scalpore fu l'interessante
l'articolo di Meehl (1964) "Statistical versus clinical diagnosis"
che anticipava importanti aspetti dell'interazione con le macchine
informatiche, che si prospettavano divenire appunto strumenti
e metodologie di gestione della conoscenza.
In
quel periodo mi capitò di mettere insieme due patenti: una
in Psicologia, attraverso la Scuola di specializzazione in Psicologia,
allora la Facoltà di Psicologia non esisteva, ed una in Informatica,
partecipando alla prima abilitazione ministeriale all'insegnamento
della materia tenuta in Italia, allora la Facoltà di Informatica
non esisteva ancora.
Con queste due competenze era piuttosto semplice prevedere le potenzialità della nuova tecnologia sull'assessment psicologico, ma anche
le forti resistenze all'introduzione della tecnologia in ambito psicologico.
In
questo contesto ed avendo presente soprattutto le possibilità
di sviluppare modelli psicometrici più evoluti per contribuire
a definire modelli decisionali più complessi, nel mio primo
lavoro a stampa del '74 su "Le principali teorie dell'apprendimento",
Contributi del Dipartimento di Psicologia azzardai che "le
metodologie della simulazione via-computer si prospettavano divenire
il metodo più potente mai avuto a disposizione dagli psicologi
per ).
Nel '78 poi sulla Rivista di Psicologia presentai un breve contributo
su "Comunicazione interpersonale e modelli di simulazione"
che terminava con "Tuttavia in psicologia non è ipotizzabile
nel breve-medio periodo un incremento di interesse verso tali tecniche,
il cui impiego in questo campo deve essere ancora completamente definito,
in quanto esse sono troppo divergenti rispetto al tipo di cultura
che attualmente caratterizza tali operatori sociali".
Così per un certo periodo abbandonai, allora lavoravo su un computer IBM 1130, di quelli molto costosi, che stavano in una stanza e richiedevano, addetti alla perforazione delle schede, minutatori, programmatori, sistemisti ed un capo centro. La tecnologia allora permetteva di immaginare molto ma di ralizzare poco e non era in grado di sostenere le novità che essa stessa preannunciava.
Oggi, al contrario, il rischio è quello di poter fare molto e di pensare poco, di replicare piuttosto che immaginare.......Le potenzialità della tecnologia vanno oltre il "controllo teorico" dei loro effetti.
Seconda fase anni '90: Mac Plus Ripresi ad interessarmi al problema quando mi trovai sulla scrivania un piccolo Apple-Machintosh Plus che mi permetteva di fare analisi semantiche molto sofisticate e complesse che mi consentirono di costruire un vero e proprio ambiente di self assessment via-compter che permetteva a soggetti inesperti di psicologia e di computer di condurre un proprio "AutoCheck Up della relazione interpersonale". Era il 1990, circa 15 anni dopo.......
Di
quel periodo una serie di pubblicazioni:
"Verso una nuova psicometria,
La via-computer,
Progetto CASA (Computer Assisted Semantic Assessment)
Progetto
SelVa (Self vocational Assessment), un applicativo
nell'ambito dell'orientamento scolastico e professionale
Tuttavia
l'atteggiamento di base degli psicologi non era cambiato nonostante
l'evoluzione delle tecnologie
Riabbandonai
per un altro pò finché intorno al 1995 iniziò
la diffusione diInternet
dal
'95 in avanti: Il fattore Internet
1996
"Il fattore Internet" organizzazione di un Seminario
in U.C
Il
FATTORE INTERNET: "Verso nuovi modelli organizzativi ad alta virtualità"
Inizia
la fase attuale di sviluppo delle potenzialità delle
KMT all'interno delle novità introdotte appunto da
Internet, una killer application per quanto
riguarda la diffusione e naturalizzazione delle KMT:
Dal '95
le applicazioni sono certo aumentate infatti
oggi è possibile fare molto e presi dalla frenesia applicativa
si rischia di pensare poco attraverso la scorciatoia della replicazione
del passato: la tecnologia supera le possibilità di "controllo
teorico". Ad esempio, nell'assessment psicologico vengono oggi
riprosti metodi assolutamente superati che certo non acquistano legittimità
solo perchè implementati su computer e/o in Internet; nonostante
le potenzialità disponibili non
si è ancora costruita una cultura gestionale degli effetti dell'I&CT/KMT
capace di gestire quel cambiamento profondo che esse stesse sono in
grado di promuovere.
"
Seconda domanda: La cassetta degli
attrezzi, ovvero la verifica della applicabilità e della
validità di teorie, modelli e metodologie operative, tutte
nate e consolidatesi pre-Internet, nei nuovi spazi di azione organizzativa
ad alto tasso di tecnologia di gestione della conoscenza che si
prospettano, evoluzione della complessità dei modelli;
Se
negli anni'70 proporre il computer e le simulazione era estraneo rispetto
alla Psicologia oggi:
Dipartimenti
e Facoltà di Psicologia subiscono l'invasione dei computer
Le
Analisi fattoriali et altro sono al centro delle ricerche:
con le analisi fattoriali per la prima volta entrarono a far parte dei
modelli psicologici fattori che erano stati estratti attraverso un processo
computazionale emerso dalla sinergia tra un modello statistico, nato
all'interno della psicologia, e le potenzialità di calcolo via-computer
disponibili fin dagli anni '60. Un processo computazionale che era in
grado di andare al di là della stessa comprensione naturale ed
intuitiva degli psicologi. E' stata questa una svolta importante che
ha anticipato la nascita dell'Intelligenza artificiale e delle scienze
computazionali.
La
Simulazione via-computer sono diventate una metodologia transdisciplinare:
il metodo della simulazione-via computer, anch'esso già
disponibile in psicologia fin dagli anni '70 è oggi esploso nelle
cosiddette "scienze computazionali" assumendo una valenza
transdisciplinare importante che apre verso campi di esplorazione altrimenti
irrangiungibili: dall'infinitamente piccolo, allo smisuratamente grande
e, ad esempio, in ogni ambito della ricerca, quello psicologico incluso,
le simulazioni via-computer si affiancano oramai ai tradizionali metodi
dell'osservazione e della sperimentazione sul campo.
Ma
sarebbe troppo semplice pensare che basti introdurre nella "cassetta
degli attrezzi" il computer
Una
meta macchina con la quale è possibile:
inventare
il futuro ma anche
replicare il peggio del passato....
........
Accanto alla macchina occorre una cultura gestionale delle KMT di
difficile applicazione, con uno slogan occorre superare in Psicologia
il "tabù delle macchine cognitive"
Una sfida che ci ricorda il lavoro di Prigogine ed il suo tentativo
di gettare un ponte tra cultura umanistica e cultura scientifica.
Un ponte che puà passare anche attraverso la individuazione
di una "Teoria generale della gestione della conoscenza via-computer"
che è l'obiettivo principale di questa Tavola Rotonda.
In
questa discussione generale non ci è possibile entrare nello
specifico delle diverse aree di applicazione della psicologia che verrano
affrontate appunto nei diversi ambiti tematici intra ed interdisciplinari
che verranno analizzati nella tavola Rotonda.
"
Terza domanda:Le dinamiche, ovvero
il tema dei processi e delle dinamiche emergenti di autorganizzazione
sistemica in quegli spazi-tempi dell'azione organizzativa aperti
dall'I&CT. Si intendono per dinamiche generali emergenti quelle
proprietà di un sistema capaci di creare nel tempo strutture
dinamicamente complesse che provocano trend generali di autorganizzazione
attorno ad attrattori organizzativi anche variabili;
¢ Una domanda che riguarda il tema dei processi, delle condizioni
di equilibrio, delle dinamiche emergenti, in particolare riferite
alla riorganizzazione della relazione consulenziale.
"Lasciate
ogni speranza voi che entrate nel mondo dell'I&CT di continuare
con ciò che avete sempre fatto, sarete sbalzati in un mondo nuovo
da costruire ed inventare...."
"
Quarta domanda: La presenza online,
ovvero come essere presenti in Internet, oltre la navigazione,
verso la presenza culturale/professionale per gli individui, i
gruppi, le organizzazioni.
¢
Oggi la separazione reale/virtuale che ha consentito la latitanza
on line di troppi si rivela sempre più una eccessiva semplificazione.
Cosa vuol dire oggi essere presenti on line, e l'on line può
essere una modalità di presenza professionale / culturale
per gli psicologi nell'ambito delle applicazioni in ambito organizzativo.
........
.....
..
Lavori in corso
Contributo:
"Verso una presenza culturale online: Il caso università
"
Quinta domanda:Produrre e consumare
conoscenza nella società della conoscenza
¢
Le domande precedenti erano rivolte al professionista ed esperto,
questa domanda si rivolge al "cittadino della futura società
della conoscenza ad alto tasso di I&CT" che già
da oggi utilizza Internet nella stessa vita quotidiana per gestire
conoscenza a 360°: scuola, lavoro, formazione, salute, tempo
libero, economia, finanza, ricerca, marketing, identità
personale, politica, rapporto con la pubblica amministrazione,
editoria ecc. (Internet Based Knowledge Management 360°)