Area di approfondimento: Psicologia

....La via computer alla gestione della conoscenza

 
Carlo. A. Ricci
Contributi disponibili
Intervista
prima domanda
seconda domanda
- La cassetta degli attrezzi
terza domanda
- La presenza online
quarta domanda
- Le dimamiche ed i processi emergenti
quinta domanda
- Internet based Self management 360°


Premessa ed aspetti generali:
Psicologia e tecnologie di gestione della conoscenza via-computer

Il rapporto tra la Psicologia e la via-computer alla gestione della conoscenza è certamente complesso, variegato ed ancora oggi non risolto. Infatti, da una parte la Psicologia è stata in prima fila fin dalla nascita del computer, gli anni ’50-‘60, nel gestire la relazione con l’emergente tecnologia della conoscenza, allora si chiamava informatica o Computer science.

La potenza computazionale messa a disposizione dalle "nuove macchine" trovava un fertile campo di applicazioni nell'ambito della psicometria e dell'assessment psicologico, si veda ad esempio, la esplosione delle analisi dati di tipo fattoriale e correlazionale; le applicazioni di computer assisted diagnosis (CAD), di computer assisted instruction (CAI), di test tajloring, le simulazioni a computer di giochi interattivi per la ricerca più o meno in real time ed in 3D real virtuality, ecc. Sono questi aspetti che contribuirono anche alla nascita di un originale approccio computazionale che portò al cognitivismo, come importante corrente psicologica moderna ed alle sue successive evoluzioni, allo sviluppo di interessanti contributi alla nascente “Intelligenza artificiale”, alla definizione di nuove applicazioni nella ricerca.
Dall’altra parte, proprio la potenza computazionale messa a disposizione dalle macchine provocò forti reazioni e polemiche sulla sua stessa applicabilità in psicologia.
Una polemica molto vivace anche In Italia, quando, fin dagli anni '50 iniziavano ad arrivare le notizie sulla cibernetica, la teoria dei giochi, la teoria dell'informazione, i modelli decisionali della ricerca operativa.
Un piccolo gruppi di pionieri Vittorio Semenzi, Giuseppe Vaccarino, Silvio Ceccato fondavano la Scuola Operativa Italiana ed affrontavano il tema del rapporto con le macchine e le nuove tecnologie cognitive.

Una bibliografia essenziale di allora potrebbe essere: La filosofia degli automi"-1962 V.Somenzi, R. Cordeschi, La fisica della mente (1969) Somenzi, La meccanizzazione dei processi di pensiero e di linguaggio; Milano 1965, S. Ceccato, Un tecnico fra i filosofi; vol. 1, pkj; vol. 2, 1966 Padova, S. Ceccato., , La mente vista da un cibernetico; Roma 1972, S. Ceccato.

. Furono loro i nuovi cultori italiani di una filosofia della scienza con un approccio decisamente antimetafisico che introduceva il discorso sulle basi neurofisiologiche della psicologia e del pensiero e sull'utilizzo delle macchine, con un approccio dissonante rispetto alla tradizione.

Tuttavia in Italia, gli psicologi di fronte alla possibilità di affrontare il tema della gestione delle conoscenza con le nuove tecnologie cognitive che allora si affacciavano, forse spaventati da un approccio "naturalistico-materialista" differente rispetto modello dominante dell'idealismo crociano-gentiliano e dalle scuole fenomenologiche ed esistenzialiste, si ritrassero confinando questi aspetti in ambiti ristretti per specialisti.

. Così, la maggioranza degli psicologi, non impegnati nella ricerca, si è sostanzialmente chiamata fuori dall’impatto e dalle innovazioni tecnologiche relegandole nell’artificiale, nel “virtuale”, ponendo invece al centro dell’interesse e della strumentazione il momento “naturale” dell’incontro e della relazionalità faccia a faccia (face to face) scevra da ogni artefatto tecnologico. Il modello dominante della interazione con l’utente/soggetto è quello del clinico delle sedute terapeutiche e del formatore nel momento d’aula, dove dominano le pratiche della parola, dei silenzi, degli sguardi, del comportamento non verbale, delle sensazioni, delle emozioni, delle intuizioni, ecc., piuttosto che il calcolo e la relazione via-computer.
Ad oggi l’impatto I&CT è stato sostanzialmente confinato nell’ambito degli specialisti e della ricerca e la potenza computazionale della via-computer, quando accettata per aumentare la potenza dei modelli teorici/diagnostici/decisionali, è stata poi sostanzialmente relegata nel “back office” delle attività dello psicologo, mentre il “front office” della relazionalità con l’utente ha continuato ad essere gestito con tecnologia classica (paper&pencil&face to face).

Negli anni 50-60 gli psicologi persero l'occasione di gestire le nuove tecnologie della conoscenza e non si resero conto di trovarsi di fronte a macchine differenti, macchine cognitive o meglio ancora "meta-macchine" capaci di simulare svariati ambiti, ambienti e tra questi in modo particolarmente efficace i processi di gestione della conoscenza a livello individuale, di gruppo, organizzativo e sociale. Un tema che oggi si ripropone alla ribalta e che rischia di trovare ancora la Psicologia impreparata a gestire una emergenza computer diversa rispetto agli anni '70 ma anche più importante di allora.
Infatti la diffusione di massa e la naturalizzazione delle tecnologie informatiche pongono necessità gestionali nei processi che vanno oltre gli specialisti per coinvolgere a 360° il grande pubblico e per modificare poi la stessa relazione consulenziale tra esperti/utenti.
Gli psicologi non possono più chiamarsi fuori da processi ad alto tasso di I&CT che stanno costruendo la "Società della conoscenza" verso la quale ci stiamo indirizzando.

.

Oltre lo splendido isolamento degli psicologi rispetto alle tecnologie,esse riguardavano gli altri, i loro problemi, le patologie degli altri e la psicologia era "technological free"….solo paper & pencil & face to face......!! si veda Il caso Ordine degli psicologi e norme per la terapia online.....

. Oggi è possibile tracciare una evoluzione e prevedere l'impatto della via-computer negli scenari che si prospettano. Infatti, la potenza computazionale degli inizi, unita alla capacità di gestione delle informazioni (IT), alla capacità di gestire comunicazione I&CT costruisce oggi una vera e propria tecnologia di gestione della conoscenza di supporto ai processi individuali, di gruppo, organizzativi della cosiddetta Società della Conoscenza che si prospetta.

. Nel grafico che segue si cerca di costruire una immagine che ci servirà per continuare questa stessa intervista.

Una evoluzione che oggi, attraverso la sempre maggiore diffusione e naturalizzazione degli "strumenti informatici" (Knowledge management technology), vede la tecnologia trasformarsi in un vero e proprio "ambiente di sviluppo" capace: di in-formare i processi di costruzione dell'identità personale, di gruppo, organizzativa e sociale e di modificare i processi dell'interazione personale/organizzativa/sociale. Siamo in presenza di processi di riorganizzazione dello stesso modo di "essere nel mondo", un mondo non più segmentabile in "reale/virtuale" perchè semplicemente più complesso e che ci abbliga a riflettere sulle categorie interpretative consolidatesi nel passato.

Per ulteriori approfondomenti si vedano "I contributi dell'autore"......

2002

1

La gestione della conoscenza via-computer, Vita e Pensiero, Milano

2

2004

Presenza culturale on line: una nuova sfida per le università, Vita e Pensiero, Milano

3

2005

Il fattore Internet: ieri - oggi - domani:
Knowledge management reengineering & Knowledge professionals

Vita e Pensiero, Milano
 
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"" Prima domanda: Un po' di storia, ovvero analisi evolutiva dei processi e delle dinamiche di adattamento e di coevoluzione messe in atto all'interno dell'area disciplinare per far fronte all'impatto delle nuove tecnologie di gestione della conoscenza (KMT);

Testimonianza personale: Dagli anni '70

anni '74 -'78
Prima fase: IBM 1130
anni '80-'90
Seconda fase: Mac Plus
dal '95 in avanti
Internet

Tre fasi intervallate da approfondimenti, abbandoni, riprese, tutte determinate dalla stessa evoluzione tecnologica.

Il mio impatto con la Psicologia è iniziato proprio negli anni '70 con interessi psicometrici legati alla misurazione/diagnosi (psychological assessment) ed ai relativi processi di presa di decisione individuale, di gruppo, organizzativa ed anche sociale.
Lo pshycological assessment è storicamente, fin dai primi studi di Galton (1896), l'ambito maggiormente influenzato dall'impatto delle potenzialità computazionali messe a disposizione dalle nuove macchine. Mi è così capitato di osservare e vivere una evoluzione importante promossa dall'impatto della via-computer alla gestione della conoscenza.
Si è passati infatti dalla tecnologia paper&pencil (carta e matita) dei primi e classici test psicologici ad applicazioni sempre più tecnologicamente evolute. Infatti alla tecnologia classica, che mi piace chiamare paper & pencil & face to face - per introdurre anche la dimensione dell'interazione diretta (face to face)- , si è progressivamente affiancata la via-computer attraverso: le prime applicazioni statistiche di analisi sui dati (analisi fattoriale e correlazionale), il test tajloring (ambienti di somministrazione dinamica e controllata di test somministrati a computer), i modelli di computer assisted testing (CAT), di computer assisted diagnosis (CAD) ed anche i più recenti ambienti di assessment che possono utilizzare simulazioni via-computer, 3D Real Virtuality technologies, ambienti Internet condivisi, ecc.
Tutto ciò ha aumentato e complessificato gli spazi di azione organizzativa a disposizione degli psicometristi e dei decisori che utilizzavano modelli di psychological assessment.

In questo panorama un articolo che fece scalpore fu l'interessante l'articolo di Meehl (1964) "Statistical versus clinical diagnosis" che anticipava importanti aspetti dell'interazione con le macchine informatiche, che si prospettavano divenire appunto strumenti e metodologie di gestione della conoscenza.

In quel periodo mi capitò di mettere insieme due patenti: una in Psicologia, attraverso la Scuola di specializzazione in Psicologia, allora la Facoltà di Psicologia non esisteva, ed una in Informatica, partecipando alla prima abilitazione ministeriale all'insegnamento della materia tenuta in Italia, allora la Facoltà di Informatica non esisteva ancora.
Con queste due competenze era piuttosto semplice prevedere le potenzialità della nuova tecnologia sull'assessment psicologico, ma anche le forti resistenze all'introduzione della tecnologia in ambito psicologico.
In questo contesto ed avendo presente soprattutto le possibilità di sviluppare modelli psicometrici più evoluti per contribuire a definire modelli decisionali più complessi, nel mio primo lavoro a stampa del '74 su "Le principali teorie dell'apprendimento", Contributi del Dipartimento di Psicologia azzardai che "le metodologie della simulazione via-computer si prospettavano divenire il metodo più potente mai avuto a disposizione dagli psicologi per ……).

Nel '78 poi sulla Rivista di Psicologia presentai un breve contributo su "Comunicazione interpersonale e modelli di simulazione" che terminava con "Tuttavia in psicologia non è ipotizzabile nel breve-medio periodo un incremento di interesse verso tali tecniche, il cui impiego in questo campo deve essere ancora completamente definito, in quanto esse sono troppo divergenti rispetto al tipo di cultura che attualmente caratterizza tali operatori sociali".

Così per un certo periodo abbandonai, allora lavoravo su un computer IBM 1130, di quelli molto costosi, che stavano in una stanza e richiedevano, addetti alla perforazione delle schede, minutatori, programmatori, sistemisti ed un capo centro. La tecnologia allora permetteva di immaginare molto ma di ralizzare poco e non era in grado di sostenere le novità che essa stessa preannunciava.
Oggi, al contrario, il rischio è quello di poter fare molto e di pensare poco, di replicare piuttosto che immaginare.......Le potenzialità della tecnologia vanno oltre il "controllo teorico" dei loro effetti.


Seconda fase anni '90: Mac Plus
Ripresi ad interessarmi al problema quando mi trovai sulla scrivania un piccolo Apple-Machintosh Plus che mi permetteva di fare analisi semantiche molto sofisticate e complesse che mi consentirono di costruire un vero e proprio ambiente di self assessment via-compter che permetteva a soggetti inesperti di psicologia e di computer di condurre un proprio "AutoCheck Up della relazione interpersonale". Era il 1990, circa 15 anni dopo.......


Di quel periodo una serie di pubblicazioni:

  • "Verso una nuova psicometria,
  • La via-computer,
  • Progetto CASA (Computer Assisted Semantic Assessment)
  • Progetto SelVa (Self vocational Assessment), un applicativo nell'ambito dell'orientamento scolastico e professionale
Tuttavia l'atteggiamento di base degli psicologi non era cambiato nonostante l'evoluzione delle tecnologie

Riabbandonai per un altro pò finché intorno al 1995 iniziò la diffusione diInternet

dal '95 in avanti: Il fattore Internet

1996 "Il fattore Internet" organizzazione di un Seminario in U.C

Il FATTORE INTERNET:
"Verso nuovi modelli organizzativi ad alta virtualità
"

Inizia la fase attuale di sviluppo delle potenzialità delle KMT all'interno delle novità introdotte appunto da Internet, una killer application per quanto riguarda la diffusione e naturalizzazione delle KMT:

Dal '95 le applicazioni sono certo aumentate infatti oggi è possibile fare molto e presi dalla frenesia applicativa si rischia di pensare poco attraverso la scorciatoia della replicazione del passato: la tecnologia supera le possibilità di "controllo teorico". Ad esempio, nell'assessment psicologico vengono oggi riprosti metodi assolutamente superati che certo non acquistano legittimità solo perchè implementati su computer e/o in Internet; nonostante le potenzialità disponibili non si è ancora costruita una cultura gestionale degli effetti dell'I&CT/KMT capace di gestire quel cambiamento profondo che esse stesse sono in grado di promuovere.

 

Si veda:

  • Test psicologici di II generazione
  • Progetto Dynamic Opera Omnia (DOO)
  • Progetto WebSolidarity (WebSol)

 
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" Seconda domanda: La cassetta degli attrezzi, ovvero la verifica della applicabilità e della validità di teorie, modelli e metodologie operative, tutte nate e consolidatesi pre-Internet, nei nuovi spazi di azione organizzativa ad alto tasso di tecnologia di gestione della conoscenza che si prospettano, evoluzione della complessità dei modelli;

Se negli anni'70 proporre il computer e le simulazione era estraneo rispetto alla Psicologia oggi:

  • Dipartimenti e Facoltà di Psicologia subiscono l'invasione dei computer

  • Le Analisi fattoriali et altro sono al centro delle ricerche:
    con le analisi fattoriali per la prima volta entrarono a far parte dei modelli psicologici fattori che erano stati estratti attraverso un processo computazionale emerso dalla sinergia tra un modello statistico, nato all'interno della psicologia, e le potenzialità di calcolo via-computer disponibili fin dagli anni '60. Un processo computazionale che era in grado di andare al di là della stessa comprensione naturale ed intuitiva degli psicologi. E' stata questa una svolta importante che ha anticipato la nascita dell'Intelligenza artificiale e delle scienze computazionali.

  • La Simulazione via-computer sono diventate una metodologia transdisciplinare:
    il metodo della simulazione-via computer, anch'esso già disponibile in psicologia fin dagli anni '70 è oggi esploso nelle cosiddette "scienze computazionali" assumendo una valenza transdisciplinare importante che apre verso campi di esplorazione altrimenti irrangiungibili: dall'infinitamente piccolo, allo smisuratamente grande e, ad esempio, in ogni ambito della ricerca, quello psicologico incluso, le simulazioni via-computer si affiancano oramai ai tradizionali metodi dell'osservazione e della sperimentazione sul campo.

    Ma sarebbe troppo semplice pensare che basti introdurre nella "cassetta degli attrezzi" il computer

    Una meta macchina con la quale è possibile:

      • inventare il futuro ma anche
      • replicare il peggio del passato....


    ........
    Accanto alla macchina occorre una cultura gestionale delle KMT di difficile applicazione, con uno slogan occorre superare in Psicologia il "tabù delle macchine cognitive"
    Una sfida che ci ricorda il lavoro di Prigogine ed il suo tentativo di gettare un ponte tra cultura umanistica e cultura scientifica. Un ponte che puà passare anche attraverso la individuazione di una "Teoria generale della gestione della conoscenza via-computer" che è l'obiettivo principale di questa Tavola Rotonda.

    In questa discussione generale non ci è possibile entrare nello specifico delle diverse aree di applicazione della psicologia che verrano affrontate appunto nei diversi ambiti tematici intra ed interdisciplinari che verranno analizzati nella tavola Rotonda.

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" Terza domanda: Le dinamiche, ovvero il tema dei processi e delle dinamiche emergenti di autorganizzazione sistemica in quegli spazi-tempi dell'azione organizzativa aperti dall'I&CT. Si intendono per dinamiche generali emergenti quelle proprietà di un sistema capaci di creare nel tempo strutture dinamicamente complesse che provocano trend generali di autorganizzazione attorno ad attrattori organizzativi anche variabili;
¢
Una domanda che riguarda il tema dei processi, delle condizioni di equilibrio, delle dinamiche emergenti, in particolare riferite alla riorganizzazione della relazione consulenziale.

"Lasciate ogni speranza voi che entrate nel mondo dell'I&CT di continuare con ciò che avete sempre fatto, sarete sbalzati in un mondo nuovo da costruire ed inventare...."

 

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" Quarta domanda: La presenza online, ovvero come essere presenti in Internet, oltre la navigazione, verso la presenza culturale/professionale per gli individui, i gruppi, le organizzazioni.
¢
Oggi la separazione reale/virtuale che ha consentito la latitanza on line di troppi si rivela sempre più una eccessiva semplificazione. Cosa vuol dire oggi essere presenti on line, e l'on line può essere una modalità di presenza professionale / culturale per gli psicologi nell'ambito delle applicazioni in ambito organizzativo.

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Lavori in corso

Contributo:
"Verso una presenza culturale online: Il caso università


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" Quinta domanda: Produrre e consumare conoscenza nella società della conoscenza
¢
Le domande precedenti erano rivolte al professionista ed esperto, questa domanda si rivolge al "cittadino della futura società della conoscenza ad alto tasso di I&CT" che già da oggi utilizza Internet nella stessa vita quotidiana per gestire conoscenza a 360°: scuola, lavoro, formazione, salute, tempo libero, economia, finanza, ricerca, marketing, identità personale, politica, rapporto con la pubblica amministrazione, editoria ecc. (Internet Based Knowledge Management 360°)

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Si veda il contributo:
"Internet based Knowledge mangement 360°"

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