Fin
dagli anni '60 -'70 l'impatto computazionale della via-computer alla gestione della conoscenza nella sanità diede luogo ad interessanti
ed anticipatorie esperienze di Computer Assisted Diagnosis (CAD) e di simulazione diagnostica .
Oggi
tutti conoscono di supercomputer che consentono di decifrare il
DNA, di network online che consentono di integrare a distanza un'equipe
chirurgica che può intervenire su un paziente delocalizzato, ecc., ecc.
L'empowerment
via-computer nel campo della ricerca e dell'azione sanitaria per
i medici lascia oggi intravedere ulteriori potenzialità sulla
base della continua evoluzione delle nuove tecnologie di gestione della conoscenza. Traformazioni
importanti previste riguardano l'aumento della complessità sui
versanti: della diagnostica, della relazione con il paziente e sul
versante organizzativo e di networking.
In
questa direzione, una novità qualitativa di grande interesse che
si prospetta, va oltre la necessità di gestire un ulteriore
potenziamento/ottimizzazione delle prestazioni mediche/ospedaliere dei Knowledge worker della sanità. Essa riguarda infatti la possibilità di promuovere empowerment nella cultura della salute negli
utenti-finali della sanità, i cosiddetti pazienti, ovvero i Knowledge citizen della emergente "Società della conoscenza ad alto tasso di KMT" (Knowledge Management Technologies). Un potenziamento
oggi promosso dalla diffusione e dalla naturalizzazione delle tecnologie
di gestione della conoscenza via-computer nella stessa vita quotidiana.
Tali tecnologie infatti oggi consentono, ad esempio, una forte copertura
informativa ed interattiva via-Internet sui temi della salute fisica/mentale.
In
sintesi, nell'ambito del Health Knowledge Management siamo oggi
di fronte agli effetti complessi di un "doppio empowerment"
che coinvolge ambedue gli attori della relazione medico-paziente. E'
questa una novità che potrebbe essere in grado di modificare
profondamente tale relazione riorganizzandola all'interno di "sistemi
sanità" organizzativamente certo più complessi, ma anche potenzialmente più efficaci.
Medici e "pazienti" sono due attori della sanità oggi alle prese con un importante processo di Knowledge management reengineering complessificato
inoltre anche dal cambiamento qualitativo della loro interdipendenza
funzionale nel contesto della cosiddetta "Società della
conoscenza ad alto tasso tecnologico".
L'ambito della sanità sta sempre più diventando un
ambiente di Knowledge management diffuso e distribuito che richiede la
definizione di nuovi approcci e metodologie di Governance
per gestire i processi di acquisizione, rappresentazione, comunicazione
e gestione di dati, informazioni e conoscenza sulla salute a livello
dello stesso sistema paese.
Dal punto di vista della riflessione sulla formalizzazione dei processi di KM, che rappresenta l'obiettivo di PKM 360°, la osservazione delle dinamiche in atto nei processi di Health Knowledge Management è particolarmente importante per il numero degli stakeholder implicati in sistemi integrati di KM individuali (medici, farmacisti, tecnici della sanità, pazienti) ed in sistemi di KM organizzativi pubblici e privati (ospedali, centri di ricerca, case farmaceutiche, gruppi di consumatori, gruppi di pressione di pazienti, ecc. ecc.).
Gli inevitabili effetti a livello di sistema paese e la importanza del tema della salute configurano l'ambito della sanità come un interessantissimo ecosistema cognitivo, emotivo, relazionale, organizzativo, culturale ed economico in evoluzione da affrontare con importanti preoccupazioni metodologiche per gestire quei processi di KM in atto e che ci porteranno "Verso la Società della conoscenza ad alto tasso di KMT" (Knowledge Management Technologies).
Con uno slogan per indicare l'evoluzione delle modalità di coinvolgimento dei "pazienti":
"Dalla automedicazione
all'Health Knowledge Management diffuso e distribuito "
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