Presenza nella "Tavola rotonda online"

Roberto Roberto

 
Marco Comuzzi e Chiara Francalanci

Contributi autore

Milano,  marzo 2006

 

KM a 360°: la prospettiva Tecnologico-Organizzativa
Marco Comuzzi, Chiara Francalanci
Politecnico di Milano

 

L'aspetto tecnologico e organizzativo rappresenta una delle molteplici sfaccettature dell'approccio a 360 gradi al KM. La nostra prospettiva tecnologico-organizzativa parte dall'analisi della conoscenza (knowledge) come risorsa aziendale di vantaggio competitivo sostenibile. A partire dall'analisi di diversi tipi di conoscenza e del loro impatto su efficienza e efficacia aziendale, l'obbiettivo si sposta sul processo di gestione della conoscenza (knowledge management) come un problema multidisciplinare.

Knowledge
La conoscenza in possesso di un'azienda rappresenta una delle maggiori fonti di vantaggio competitivo per l'azienda stessa. La conoscenza, infatti, presenta molte delle caratteristiche che rendono una risorsa aziendale una fonte di vantaggio competitivo sostenibile. Soprattutto, la conoscenza è difficile da imitare e deriva da un processo molto complesso che non è facile replicare. Molte volte la conoscenza è tacita nella mente di una persona e non è imitabile da altri (si pensi, per esempio, alle intuizioni di un top manager o all'abilità di un "guru" dei mercati finanziari). Altre volte, la complessità del processo di generazione della conoscenza rende la conoscenza generata inimitabile e di incommensurabile valore per l'azienda (si pensi, per esempio, alla consoscenza generata dalle informazioni relative ai clienti di una banca).
In generale, però, è importante, prima di partire con un'analisi del problema del KM, porsi una domanda di più alto livello: che cos'è la conoscenza in ambito aziendale? Senza scendere in dibattiti di natura filosofica ed epistemologica, la ricerca accademica in ambito tecnologico e gestionale riconosce una gerarchia su tre livelli: dati-informazione-conoscenza.
Un dato rappresenta un elemento grezzo, un numero, un fatto, derivato generalmente da attività di tipo transazionale. Un dato diventa informazione quando acquista significato in un particolare contesto. Per esempio, i clienti di una banca possono essere classificati in base al numero di operazioni svolte in un determinato periodo temporale. Questo porta a identificare diverse classi di clienti con diversi requisiti in termini di qualità del servizio. Infine, l'informazione diventa conoscenza quando viene aggregata e utilizzata dall'azienda per affrontare problemi nel mondo reale. Per esempio l'informazione precedente relativa a diverse classi di clienti può essere utilizzata per implementare diversi classi di servizio che rispondano alle diverse esigenze dei clienti, migliorando il livello di qualità del servizio a essi erogato.

Knowledge Management
La "gestione" della conoscenza rappresenta un problema complesso e multidisciplinare. All'interno del processo di KM si possono individuare diverse attività, dalla creazione e codifica della conoscenza, fino alla condivisione, il riuso e la protezione della conoscenza da agenti esterni. All'interno di questo contesto multidisciplinare, molte sono le prospettive che si possono adottare nell'analisi di un'iniziativa di KM e ciascuna prospettiva si adatta in maniera diversa a diversi scenari e aziende.

Nell'ambito dell'osservatorio sul KM, riteniamo opportuno puntare l'attenzione su due particolari prospettive per l'analisi di problemi relativi alla gestione della conoscenza. Le due prospettive si distinguono in base alla natura dell'agente del cambiamento organizzativo all'interno di un'iniziativa di KM.
Nella prima prospettiva, la prospettiva organizzativa, l'agente del cambiamento organizzativo sono le pratiche manageriali e la cultura organizzativa che circondano il KM. Secondo questa propsettiva, il manager (il CKO, Chief Knowledge Officer) ha la responsabilità di diffondere la "cultura della conoscenza". La cultura della conoscenza ha l'obbligo di promuovere lo scambio di conoscenza tra i dipendenti, la codifica della conoscenza per il riuso da parte di altri, la protezione delle base di competenze aziendali. I mezzi per plasmare tale cultura risiedono nela riorganizzazione delle posizioni organizzative, in meccanismi di incentivazione e, in generale, in ogni pratica manageriale che va ad incidere sulle modalità di creazione, condivisione e riuso della conoscenza generata in azienda. La teconologia, in questo caso, è un altro strumento nelle mani dei manager per ottenere i propri obbiettivi. In questo ambito, il settore della consulenza sembra rappresentare un naturale constesto per le nostre analisi.

Nella seconda prospettiva, la prospettiva tecnocentrica, gli strumenti tecnologici diventano l'agente del cambiamento indotto dalle iniziative di KM. La tecnologia è il punto di partenza per l'estrazione di conoscenza a partire da dati grezzi e informazioni elementari. La capacità dell'azienda di produrre e condividere nuova conoscenza è direttamente legata all'abilità della tecnologia di implementare algoritmi e regole in grado di aggregare l'informazione contenuta in dati elementari, dando a questa aggregazione un significato concreto in una particolare situazione. L'esempio tipico, in questo caso, è quello del settore finanziario, dove l'aggregazione di informazioni relative ai clienti finali può portare a un decisivo miglioramento nella gestione personalizzata e efficace dei clienti stessi.

In ambito tecnologico, l'obbiettivo del progetto è perciò quello di mantenere un osservatorio sull'utilizzo di tecnologie e soluzioni per il Knowledge Management in aziende del settore finanziario e della consulenza. In particolare, l'osservatorio si prefigge l'analisi di 4 fondamentali variabli nel contesto KM:
1. Requisiti di conoscenza e gestione della stessa in diversi settori. Settori diversi presentano requisiti diversi in termini di consocenza e relativa gestione per l'ottenimento di un vantaggio competitivo. L'abilità e le conoscenze personali di un consulente rappresentano l'autentica fonte del miglioramento delle prestazioni in un' azienda di consulenza. L'obiettivo dell'azienda diventa perciò duplice. Da un lato, coltivare lo scambio di informazioni e la socializzazione tra i propri "esperti" per lo sviluppo di nuove conoscenze; dall'altro, la formalizzazione, attraverso soluzioni tecnologiche, della conoscenza in possesso dei singoli per favorirne il riuso, in una logica di apprendimento organizzativo. Molto diverso, per esempio, è il caso del settore finanziario, dove la gestione personalizzata dei clienti finali rappresenta la vera leva per il successo nel settore. Il KM diventa fondamentale per realizzare il passaggio da dati non strutturati a effettiva conoscenza attraverso raffinamenti successivi nel tentativo di scalare la gerarchia di dati-informazioni-conoscenza. La creazione di conoscenza parte dall'analisi di dati grezzi sui clienti e loro requisiti ed è fortemente supportata da tecnologie di tipo algoritmico e informatico (data mining, per esempio). La codifica e condivisione di routine e procedure di successo diventa importante solo in una seconda fase. In generale, è perciò possibile affermare che, per affrontare in maniera completa il problema del KM, è necessario chiarire quali requisiti organizzativi e tecnologici è necessario considerare nei diversi settori.
2. Soluzioni tecnologiche e organizzative attualmente in uso per la gestione della consocenza. Il secondo punto è l'analisi dello stato dell'arte relativo a soluzioni tecnologiche e organizaative per il KM. In Italia, il panorama sembra molto variegato e poco recettivo del problema della gestione della conoscenza. Negli ultimi anni, le parole Knowledge e Management sembrano essere diventate popolari in alcune grandi aziende, mentre la piccola e media impresa sembra ancora ben lontana dall'intraprendere un'approccio sistematico alla gestione della propria conoscenza. L'obbiettivo di questa fase è di chiarire quali sono le iniziative effettivamente di successo e quali le soluzioni tecnologiche e organizzative su cui queste si basano.
3. Allinenamento tra cambiamento organizzativo, miglioramento delle prestazioni (efficienza e efficacia) legato alla gestione della conoscenza e relative soluzioni tecnologiche. Il vero obbiettivo della ricerca applicata è quello di dare soluzioni innovative a problemi di natura concreta. Perciò, l'osservatorio non può fermarsi all'analisi delle soluzioni già esistenti, ma deve proporsi l'obbiettivo più elevato di studiare come il KM influisce sul miglioramento delle prestazioni aziendali in termini di efficienza ed efficacia. Ad una prima analisi, la variabile su cui è necessario concentrarsi in questo ambito è l'allineamento tra soluzioni organizzative e tecnologiche per il KM e il cambiamento indotto nella struttura organizzativa. Il KM modifica le procedure e il lavoro giornaliero di qualsiasi dipendendente in azienda. Come è possibile indirizzare il cambiamento indotto dalle soluzioni tecnologiche e organizzative per il KM verso un effettivo miglioramento delle prestazioni aziendali?
4. Valutazione costi-benefici delle iniziative di Knowledge Management in diversi settori e aziende. Un problema fondamentale delle iniziative di KM, evidenziato anche in molte iniziative di successo di grandi aziende europee e statunitensi, è la valutazione di convenienza economica di un progetto di KM. In particolare, mentre l'analisi dei costi di un'iniziativa di KM è affronatbile con tecniche classiche, i benefici del KM sono difficilmente definibili e quantificabili. Trasversalmente alle altre attività, perciò, l'obbiettivo dell'osservatorio è di sviluppare metodologie e tecniche per la valutazione costi-benefici di un'iniziativa di KM.

 

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