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Verso una Teoria generale della gestione della conoscenza via-computer

 


novembre 2006

Domande a Enrico Guidotti sulla “Gestione della conoscenza” nell'ambito dell'impresa

Enrico Guidotti

D. Quale può essere l'importanza di un progetto di gestione della conoscenza e quale l'approccio nell'ambito dell'impresa oggi.

R. In un mondo caratterizzato dalla globalizzazione e dalla crescente competitività, l'impresa, per stare al passo, ha bisogno di informazioni sempre più ampie, complete e aggiornate, consultabili e gestibili direttamente dal personale coinvolto attraverso sistemi facili da usare, interattivi e capaci di agevolare la condivisione.

Credo che queste affermazioni siano facilmente condivisibili e credo d'altra parte che molte imprese si stiano muovendo con questo obiettivo dotandosi di adeguati strumenti tecnologici. Ma l'approccio puramente tecnologico non è sufficiente. Da parte dell'impresa occorre un impegno ben più ampio. Occorre:

  • una grande determinazione per dare vita ad un progetto specifico di “gestione della conoscenza” che entri a far parte integrante della sua strategia,
  • un insieme di risorse adeguato all'importanza del progetto,
  • la convinzione necessaria per rendere fruibile ai più, l'insieme delle conoscenze tacite e esplicite delle diverse figure professionale,
  • individuare e definire l'obiettavo del progetto che non può prescindere da un vantaggio economico per l'azienda.

La conoscenza, intesa in questo modo, pur se intangibile, diventa risorsa in grado di fornire un aiuto importante alla gestione delle altre risorse (tangibili in questo caso) dell'impresa: le persone, i capitali, gli impianti produttivi, i clienti, la logistica…..

D. Come deve muoversi l'impresa per arrivare a gestire in questo modo il suo patrimonio di conoscenza ?

Per arrivare a questo l'impresa deve agire su fronti diversi. Quello strutturale/organizzativo e quello tecnologico , ma anche sul fronte psicologico e della comunicazione cercando la massima integrazione .

D . Soffermiamoci brevemente sul primo aspetto.

R. Sul fronte strutturale/organizzativo l a gestione della conoscenza richiede la collaborazione e l'interazione tra le persone e i sistemi che li supportano. Il contesto aziendale sul piano organizzativo deve strutturarsi in modo da:

•  consentire un approccio collaborativo che aiuti a organizzare, accedere e usare tutte le competenze e conoscenze dell'impresa,

•  agevolare la raccolta e l'archiviazione di informazioni provenienti da fonti diverse (formali e informali)

Più specificamente nell'impresa deve essere facilitata l'interazione e favorita la conversione da conoscenza tacita a conoscenza esplicita. Dove:

•  per conoscenza tacita ( in inglese tacit knowledge - sapere tacito ) si intende l'insieme delle conoscenze personali (che non è facile comunicare e che è complicato condividere) che comprendono:

•  competenze tecniche non formalizzate e difficili da descrivere,

•  modelli mentali ormai assimilati dall'individuo che toccano la sfera degli ideali, delle emozioni, dei valori.

•  per conoscenza esplicita si intende il sapere di natura tecnica (facili da comunicare e da condividere) costruito su competenze specifiche e attraverso esperienze condivise memorizzabili su supporto fisico e informatico.

 

D. Si può fare una breve parentesi per chiarire meglio questo concetto?

R. “Nelle antiche botteghe artigiane, in maniera naturale avveniva una conversione di conoscenza tacita in altra conoscenza tacita attraverso un processo nel quale erano condivise abilità tecniche, ma anche esperienze e modelli mentali. D a tempo questo processo non è più possibile, tuttavia, l a dimensione esplicita della conoscenza si fonda sempre su una dimensione tacita precedentemente interiorizzata che, attraverso successive elaborazioni e razionalizzazioni, viene formalizzata e resa facilmente comunicabile e condivisibile.
Le teorie organizzative che si occupano dell'interazione e della conversione da conoscenza tacita a conoscenza esplicita possono certamente aiutare ad affrontare questi passaggi, ma richiedono ovviamente coinvolgimenti personali e strumenti idonei ed è questo passaggio dalla teoria alla pratica che genera le maggiori difficoltà..

Nella vita quotidiana dell'impresa si evidenziano, infatti, le problematiche tipiche della gestione che richiedono strutture organizzative che si occupino concretamente:

•  della cattura (o raccolta ) dei contenuti interessanti per l'impresa, della loro validazione, del loro aggiornamento. Tali contenuti saranno appunto la somma di tutte conoscenze esplicite cioè quanto può essere memorizzato e trasmesso attraverso sistemi formali di comunicazione (da tutte le informazioni formalmente gestite nei sistemi informativi aziendali, ai libri ai manuali…..);

•  della trasformazione delle “conoscenze tacite” individuali (intuizioni, nozioni personali, esperienza, cultura …) dei singoli in “conoscenze esplicite”. Tale trasformazione consente di tesaurizzare le singole conoscenze individuali e arricchendole attraverso l'interazione tra i membri dell'organizzazione poterle rendere “conoscenze organizzative” (così utile nel caso di fuoriuscita dall'impresa del suo creatore – possessore);

•  della condivisione per fare in modo che la “conoscenza” venga resa disponibile facilmente per tutta l'organizzazione.

 

D. In questa ottica quale è il ruolo delle tecnologie e dell'integrazione delle applicazioni informatiche ?

R. Affrontare le problematiche di gestione della conoscenza nell'ottica che ho descritto, significa attivare applicazioni che si occupino dei contenuti: della loro raccolta, archiviazione, manutenzione, aggiornamento, elaborazione, ma anche di un'ampia ridistribuzione degli stessi.
E il tutto può avvenire solo attraverso la creazione di sistemi informativi efficienti e facili da usare ai diversi livelli in grado di agevolare l'accesso, l'interazione, la condivisione delle informazioni e la cooperazione tra gruppi di lavoro anche eterogenei.

La gestione della conoscenza infatti deve farsi carico di integrare, le informazioni e le conoscenze :

•  che provengono dalle applicazioni aziendali e risiedono nei database operativi , (piani strategici, per prodotto, per settore, per zona geografica, risultati ottenuti dall'impresa, informazioni sulla concorrenza, politiche di prezzo, posizionamento, notizie stampa sul settore di appartenenza, raccolta di case history aziendali, presentazioni, referenze, …);

•  che sono patrimonio individuale delle persone che lavorano in azienda. Tali conoscenze per essere gestibili dovranno essere naturalmente trasformate prima in quelle “ Conoscenze organizzative” che abbiamo citato in precedenza ;

•  che provengono da fonti esterne (banche dati di terze parti, aiuti nella navigazione e nella ricerca in Internet, accessi riservati nell'ambito di reti Intranet o Extranet…).

 

D. Quale è secondo lei la situazione da cui parte normalmente un'impresa che intende sviluppare un buon sistema di gestione della conoscenza?

Le imprese che si muovono in questa direzione, non partono certamente da zero, ma da situazioni che solo in rari casi sono completamente deficitarie sul piano applicativo.

Nelle diverse imprese infatti è possibile trovare :

•  applicazioni legacy ancora efficacemente in funzione,

•  applicazioni di Enterprise Resource Planning (ERP), Supply Chain Management (SCM), Customer Relation Management (CRM), Business Intelligence (BI), Data Warehousing (DW), Data Mining (DM)…. standard o proprietarie, magari non ancora complete, ma funzionali.

In tutte queste situazioni è facile immaginare l'esistenza di una quantità di informazioni digitalizzate qualitativamente molto valide, ma non adeguatamente sfruttate per la mancanza di fattori importanti come:

•  l'omogeneità e la integrazione dei dati (fattori che se esistesse renderebbe facile ed efficaci le consultazioni),

•  una cultura aziendale orientata alla condivisione della conoscenza

In queste realtà, è facile individuare un forte desiderio di integrazione non ancora realizzata interamente, ma è altrettanto verosimile trovare applicazioni che, pur se in maniera embrionale, danno un importante contributo, verso la soluzione del problema della gestione della conoscenza.

D. In un contesto come quello descritto quale è il ruolo che ha o può avere la rete Internet ?

Internet nell'impresa sta assumendo una funzione totalizzante e diventa sempre più strumento di gestione e trasferimento della maggior parte delle informazioni. È questa l'ottica molto ampia con la quale possiamo guardare alla “gestione della conoscenza” dell'impresa di un futuro molto vicino. Abbiamo visto che la gestione della conoscenza comporta per ciascun processo aziendale la necessità di elaborare una grande quantità di informazioni e richiede d'altra parte una adeguata facilità e tempestività nella diffusione delle stesse. In una sequenza sempre più pressante infatti, come abbiamo detto, i dati debbono essere: raccolti, archiviati, manutenuti, elaborati, ridistribuiti resi accessibili direttamente dal management coinvolto con sistemi facili da usare e interattivi.

E man mano che queste esigenze crescono, la tecnologia Internet (Intranet ed Extranet) diventa punto di riferimento nei processi gestionali dell'impresa e si sta ritagliando il ruolo insostituibile come strumento di gestione delle conoscenze dell'impresa .

Sempre più diffusi sono gli standard Web per l'elaborazione e la distribuzione delle informazioni e la versione web-based delle applicazioni. Le imprese da parte loro sperimentano e guardano con interesse alla possibilità di ottimizzare la gestione delle relazioni nel proprio ambito e di potenziare l'efficienza del marketing, delle vendite e del servizio ai clienti utilizzando un'unica interfaccia Web facilmente accessibile a tutto il personale.

D. Può fare un esempio nel quale si capisca facilmente

Vorrei fare un esempio molto semplice legato alla risorsa decisamente più diffusa di Internet: La gestione elettronica della posta

Man mano che l'uso dell'e-mail si espande, il numero di messaggi da gestire diventa enorme e le imprese, oltre ai problemi di sicurezza e di privacy, sentono, problemi organizzativi legati all'esigenza di conservare e mantenere inalterate le e-mail nei termini previsti dalla legge, di bloccare quelle non desiderate (spamming), di contenere il tempo dedicato alla posta delle singole persone e, in certi casi, di poter governare il traffico delle e-mail in uscita dalle diverse caselle postali .

Si tratta di gestire i flussi informativi aziendali attraverso un “sistema elettronico di posta” che estenda i vantaggi della gestione elettronica anche alla corrispondenza tradizionale. In altre parole si crea un vero e proprio sistema di gestione di tutta quella parte di “conoscenza” che passa attraverso la posta elettronica che è ormai percentualmente molto elevata nell'ambito di ciascuna impresa.

Ciò comporta la necessità di:

•  standardizzare formati e procedure di catalogazione e archiviazione delle e-mail,

•  monitorare e controllare i flussi in entrata e in uscita,

•  realizzare una reale integrazione della corrispondenza aziendale nel suo complesso (posta tradizionale, fax e e-mail),

•  rendere facile ogni tipo di ricerca su tutta la corrispondenza.

Si tratta di un sistema che va largamente oltre lo scambio di messaggi all'interno dell'impresa e tra l'impresa e il mondo esterno. Un sistema complesso che deve consentire una gestione razionale, organizzata e integrata del flusso informativo. Partendo dall'invio e dalla ricezione di informazioni, deve organizzarne i contenuti, deve facilitarne la condivisione tra persone autorizzate che operano nella stessa sede o in sedi diverse, deve proteggerne i flussi con un adeguato sistema di sicurezza….. Un sistema che difficilmente può essere improvvisato, ma che deve essere individuato e scelto tra i programmi oggi in commercio ove gli esempi positivi non mancano.

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