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Verso una Teoria generale della gestione della conoscenza via-computer

 



Web 2.0
Sostanziale trasformazione in atto nella Rete

Enrico Guidotti


Web 2.0 è il fantomatico web prossimo venturo che, già oggi, sta in realtà entrando nelle vita di moltissimi frequentatori della rete, anche italiani e che sembra destinato a modificarne le abitudini, così come il modo di cercare, di consumare e specialmente condividere informazione online. Un web che inverte i modelli tradizionali di distribuzione di dati e informazioni e che rovescia le modalità di accesso alle notizie. Una prospettiva che tocca le sfere del sociale, accentua l'approccio democratico, riduce drammaticamente le difficoltà legate alla tecnologia e incide positivamente sui costi necessari per la creazione e gestione dei contenuti. Un fatto nuovo, quindi, che non credo possa essere semplicisticamente “ liquidato” come “la prossima bolla speculativa” pronta ad esplodere (che, se anche fosse non sarebbe poi circostanza così negativa visto che dopo l'esplosione delle bolle rimangono sempre imprese interessanti e innovative). Credo invece debba diventare, più realisticamente, oggetto di riflessione e approfondimento per capire, come possa influire nel lungo periodo sulla gestione delle informazioni, quali saranno gli impatti sulla gestione della conoscenza intesa nel senso più ampio e per cercare di percepire chi riuscirà a trasformarlo in una fonte di business.

Dopo questa premessa ritengo interessante affrontare il tema Web 2.0 partendo da una constatazione che è sotto gli occhi di tutti : la quantità di informazioni presenti su un numero enorme di media (cartacei, audio, televisivi…) e su Internet in particolare (centinaia di quotidiani online, migliaia di notiziari specializzati, milioni di blog, siti, portali e poi newsletter, mailing list…) è sterminata. Questo eccesso di informazioni disponibili rende, per ciascuno di noi, assolutamente insufficiente il tempo che sarebbe necessario per analizzarle, distinguerle, vagliarle, valutarle e scegliere quelle che dovrebbero generare un interesse prioritario .

Questa semplice osservazione ci fa capire subito l'importanza che può avere la sostanziale trasformazione della Rete che è in atto e che si presenta con il nome di Web 2.0 o Internet 2.

Da un punto di vista tecnico, il  nuovo Web è identico al precedente, ma la differenza c'è ed è essenzialmente nell'approccio. Se prima questo era soprattutto passivo, orientato cioè alla consultazione e alla ricerca, con Web 2.0 l'approccio diventa anche attivo , sia perché consente all'utente di dare il proprio contributo incrementando i contenuti di Internet, sia perché consente di utilizzare la rete nel suo complesso per interagire e condividere documenti e informazioni.

Con Web 2.0 i contenuti , l'aggiornamento delle informaz ioni e l' interazione assumono ruolo centrale generando nuove possibilità di fruizione del sapere e delle informazioni offerte dalla Rete e di gestione della conoscenza..

Vista dal versante degli utenti questo approccio agevola la possibilità di raccogliere informazioni sempre aggiornate da diversi siti simultaneamente e di distribuirle rielaborate, lasciando ad esse una loro identità.

Con Web 2.0, Internet diventa così sempre più “ Social Network ” con interventi degli stessi utenti che contribuiscono all'accrescimento dei suoi contenuti. Internet, con Web 2.0, vive di fatto una trasformazione che fa leva su modelli collaborativi e partecipativi e sugli standard aperti.

Web 2.0 non è un marchio registrato da qualche multinazionale dell'ICT come Microsoft, Sun Microsystems o Google e non è neppure un software specifico, possiamo invece considerarlo come un insieme di criteri da seguire per usare la rete in modo diverso e innovativo. I protagonisti di questa rivoluzione, che sono tra loro sempre più strettamente correlati, sono, le comunità in Rete, il software come servizio, la banda larga e l'open source.

Web 2.0 si basa su tecnologie che permettono di spezzare l'informazione in unità di microcontenuti, che possono essere, aggregati, miscelati e distribuiti, che viaggiano liberamente e con molta semplicità da un sito ad altri siti.

Con l'impiego di strumenti specifici (come RSS, Atom open API, Ajax, ecc.) infatti i dati diventano indipendenti da chi li ha prodotti o dal sito ove sono stati creati e si spostano in modi che, in molti casi, il produttore non aveva neppure considerato.

Web 2.0 non è tuttavia un modo per appropriarsi del lavoro di altri, ma una nuova visione di Internet che ha cominciato ad influenzare il nostro modo di lavorare e di interagire con le informazioni in rete e si può prevedere che in breve tempo ci farà dimenticare le pagine con contenuto statico e spesso obsoleto dei siti tradizionali.

Le tecnologie che rendono verosimile uno sviluppo eccezionale di Web 2.0 sono diversi e riguardano sia chi realizza contenuti (per esempio siti, blog e newsletter che vengono aggiornati spesso), sia chi intende tener d'occhio un campo di interesse ottimizzando al massimo il tempo di ricerca.

•  Sul fronte di chi produce contenuti parliamo di documenti detti feed RSS ( Really Simple Syndication oppure acronimo di RDF Site Summary o Rich Site Summary ) , cioè strumenti che fanno in modo che i contenuti, quando aggiornati, siano fruiti non solo sul sito stesso, ma anche attraverso altri canali. È quindi molto indovinata la sintetica definizione di “ RSS come un formato per la distribuzione di contenuti sul Web »

•  Per la fruizione parliamo essenzialmente di tre modalità che consentono all'utente di sapere, con la tempestività voluta, quando c'è stato un aggiornamento sul tema di suo interesse :

•  attraverso gli RSS Reader o aggregatori di notizie scaricabili dalla rete (i nomi sono diversi, da Snarfer, Feedreader, NewzCrawler, Newsplorer, Newspiper, NewsGator , AmphetaDesk, Beaver…….). Si tratta di strumenti semplici e comodi che permettono al navigatore di essere sempre aggiornato sui contenuti messi in rete da siti, portali e blog di suo interesse;

•  includendo la possibilità di avere le stesse informazioni nella pagina web del proprio sito;

•  attraverso la funzione di visualizzazione dei flussi Rss presente su specifici siti web che forniscono questo servizio di aggregazione ( ad esempio Mio Yahoo!)

In tutte queste soluzioni la tecnologia RSS si è rivelata particolarmente efficace per la velocità di consultazione e per la molteplicità delle informazioni che possono essere raccolte ed elaborate.

La velocità di consultazione consente (in tempi drasticamente inferiori rispetto a quelli necessari con una fruizione via browser) di avere, in una sola finestra, aggiornamenti automatici da siti diversi non appena essi cambiano, senza essere costretti a controllarli continuamente.

La molteplicità di informazioni , d'altra parte, agevola la possibilità per l'utente di ricercare, filtrare elaborare e trasformare i contenuti della rete in nuovi prodotti informativi da ridistribuire attraverso la rete stessa.

 

Web 2.0 tuttavia non è solo un insieme di tecnologie (RSS o altri formati come Atom, open API, Ajax ecc per i quali rimandiamo gli approfondimenti ad altra sede). Web 2.0 invece (lo abbiamo già detto all'inizio) va inteso come un nuovo approccio che, per il singolo, per l'impresa e per la società nel suo complesso, diventa strumento di straordinaria efficacia per la gestione della conoscenza.

Il contenuto generato dagli utenti (concetto che caratterizza web 2.0) comincia già oggi ad offrire nuove opportunità, sia per l'economia, sia per il rinnovamento dei media tradizionali, sia per la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.

Nel mondo, le imprese stanno iniziando a muoversi in questa direzione e, se la posta elettronica è vista come mezzo ormai collaudato per tenere in contatto tra loro piccolo gruppi, con Web 2.0 si profilano nuove opportunità. Grazie ai blog aziendali e agli altri strumenti di comunicazione e cooperazione, le imprese e i loro dipendenti possono beneficiare, di un modo più efficace di conversazione e scambio di informazioni attraverso piattaforme aperte e orientate al blog.

Parliamo da un lato, di corporate blog e, dall'altro, di strumenti di collaborazione e partecipazione limitati nell'accesso, sistemi integrati di RSS e blog che diventano vere e proprie piattaforme che aiutano la gestione della conoscenza nell'ambito web.

Il cambiamento in corso è così veloce e rivoluzionario che anche la politica, ha compreso di dover sfruttare questo fenomeno e sta rivolgendo grande attenzione al web 2.0 (ai blog e alle nuove realtà del web partecipativo).

La classica comunicazione politica che sfrutta un modello piramidale, cioè da uno, verso altri in una sola direzione, si trasforma e attraverso blog e wiki, e con l'uso della tecnologia p2p (person to person) fa in modo che molti parlino a molti sostituendo l'uso della mail che su grandi numeri diventa di difficile gestione.

Un grande e costruttivo dibattito insomma si sta sviluppando sul tema nel mondo e per sottolinearlo bastano alcune citazioni.

•  “Le Web 3” (l'appuntamento di Parigi di fine 2006, ha ospitato settanta relatori per 37 sessioni e un pubblico attivo di 1000 partecipanti convenuto da 36 paesi di quattro continenti ) ha messo in evidenza l'interesse del mondo degli affari, che si è mostrato attratto dalle occasioni di investimento offerte dalla seconda generazione di internet (Web 2.0).

•  L ' attenzione riservata dai media alle aziende rilevate da Google e da Ebay per miliardi di dollari. Parliamo di YouTube (il celeberrimo sito di video streaming) e di Skype, (che, oltre a farti parlare gratis con chiunque, in qualsiasi paese del mondo ha annunciato che permetterà agli utenti di aggiungere ai propri blog una chat audio ) che si preannunciano come protagoniste di Web 2.0.

•  La constatazione che a ottobre del 2006 i blog nel mondo hanno superato i 57 Milioni con un andamento che nel terzo trimestre del 2006 ha visto la nascita di 100.000 blog al giorno .

•  Il successo di Second Life, ovvero il social world oggi più popolato e popolare della Rete. Un universo parallelo dove diventa naturale e facile conoscere colleghi e amici ovunque ubicati nel mondo, sperimentare nuove funzionalità , coinvolgere improbabili utenti, dotarsi di un'identità virtuale, realizzare eventi mai immaginati. U n mondo digitale in 3D realizzato dalla società Linden Lab di San Francisco che in poco tempo ha attratto e ospita ( con i suoi frequentatori che crescono al ritmo incredibile e che oggi sono oltre 3 milioni ) società come Toyota, Sony BMG, Sun Microsystems, CNET, Adidas, American Apparel, Starwood Hotels e l'autorevole agenzia di stampa Reuters ( che ha aperto una sua redazione all'interno di Second Life, per pubblicare testi, foto e video dal mondo esterno per i visitatori del mondo virtuale e, contemporaneamente, notizie da Second Life per i lettori del mondo reale che visiteranno l'indirizzo http://secondlife.reuters.com ).

Un mondo virtuale che ha l'importante peculiarità di agevolare gli utenti nell'ottenere i diritti d'autore per gli oggetti che questi creano, che possono essere scambiati e venduti tra i frequentatori del sito pagando in Linden dollar (una moneta che è virtuale durante le transazioni, ma che può essere convertita in veri dollari USA ad un cambio prefissato).

La piattaforma di Second Life è quindi molto di più di un gioco di simulazione è il luogo ove la Svezia sta aprendo una sua ambasciata virtuale e che solo l'Italia sembra per il momento ignorare visto che l'unico evento significativo è stato attivato dall'Università di Crema che il 16 gennaio 2007 ha organizzato, presso il campus dell'Università ed in Second Life , la conferenza dal titolo: I mondi online e Second Life : verso il Metaverso .

Possiamo dire a conclusione che Second Life è un mondo al quale varrebbe la pena dedicare molto più spazio. In questa sede ci limitiamo a indicarlo come un punto di riferimento interessante per il cosiddetto Web 2.0, fondato su quei concetti di community, partecipazione e condivisione, che agevolano la fruizione delle informazioni e del sapere e la gestione della conoscenza.

Mi auguro, naturalmente che su queste e altre osservazioni venga attivato un dibattito tra tutti i membri della pur piccola community di PKM 360°.

 

Milano, 28/1/2007

D. Q

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