Evoluzione e cambiamento
permeano ormai, in profondità, il rapporto impresa – mercato.
Quando l’impresa è capace di rispondere
in modo appropriato, in termini di tempo e prestazioni, alle
evoluzioni dell’ambiente, cambiando di conseguenza la sua offerta,
si dice che è innovativa, ossia in grado di generare il nuovo.
Per poter essere innovativa, l’impresa
deve riuscire ad interagire con il cliente in modo da integrare in
modo sistematico l’ apporto di competenze di quest’ultimo al corpo
delle conoscenze aziendali.
Deve cioè disporre di sistemi di
gestione della conoscenza aperti al mondo esterno e non confinati
alla sua operatività interna.
Spieghiamoci meglio
Per definizione, innovare significa rimodellare e far evolvere
l’assetto delle conoscenze gestite.
Nell’orientamento al mercato cui si
indirizzano i moderni modelli organizzativo-gestionali,
l’innovazione va orientata su obbiettivi esterni all’impresa che
superino l’autoreferenzialità e finalizzino il processo di
cambiamento al soddisfacimento della domanda proveniente dal
mercato.
Un processo di cambiamento
autoreferenziale, cioè limitato al progressivo miglioramento
dell’offerta in termini di rapporto costo/prestazioni, facendo
sempre meglio (in modo più economico e con più efficienza) ciò che
si è sempre fatto, è incompatibile con la situazione in cui la
reattività dell’impresa alla rapida evoluzione del mercato è
diventata il fattore principale di sopravvivenza competitiva.
Nell’assetto organizzativo esteso di
cui stiamo parlando e che oggi è reso possibile da Internet, il
cliente non solo è in grado di indicare degli obbiettivi, ma può
addirittura essere coinvolto attivamente nel processo innovativo.
Impresa e cliente, in altre parole, si
collegano in un rapporto di interdipendenza sistemica, secondo cui
il cliente rende disponibile all’impresa il suo patrimonio di
conoscenze d’uso del prodotto/servizio dando luogo a una vera e
propria co-progettazione di cui si avvantaggiano entrambe le parti.
L’impresa che innova, in quanto si
allinea alla evoluzione del mercato e quindi può ottenere migliori
risultati commerciali; il cliente che acquista, in quanto soddisfa
meglio le sue necessità..
Le tecnologie di supporto a questo
modo collaborativo di operare sono quelle caratteristiche del web
2.0: i portali, i blog, l’information sharing, etc.
Giulio Occhini